Le implicazioni della liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca nel contenzioso con Intesa Sanpaolo s.p.a.
I chiarimenti della Corte di Cassazione
Il panorama delle crisi bancarie e delle complesse operazioni di risanamento ha segnato profondamente la storia finanziaria italiana recente. Tra gli eventi più discussi,l a liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca (e, parimenti, di Banca Popolare di Vicenza) rappresenta un punto focale che ha generato numerose incertezze, specialmente in merito al destino delle liti legali pendenti e alle responsabilità di Intesa Sanpaolo, subentrata in parte degli asset.
Questo articolo si propone di fare luce su come tale procedura comncorsuale abbia ridefinito il perimetro delle responsabilità, alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione, come l’ordinanza n. 15670/2025. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per comprendere le problematiche connesse al complesso mondo bancario.
Cos’è e perché è rilevante la liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca?
La liquidazione coatta amministrativa (LCA) è una procedura concorsuale di natura amministrativa, disposta dalla Banca d’Italia quando un intermediario finanziario versa in gravi difficoltà economiche e non è più in grado di operare autonomamente. Il suo obiettivo è liquidare il patrimonio dell’istituto per soddisfare i creditori, seguendo un ordine di priorità stabilito dalla legge.
Nel 2017, la crisi di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza rese inevitabile l’attivazione di questa procedura. Per proteggere la stabilità finanziaria e assicurare la continuità dei servizi bancari, il Governo italiano intervenne con il decreto-legge n. 99 del 2017. Questo decreto autorizzò la cessione selettiva di rami d’azienda (cioè, specifici blocchi di attività e passività) delle banche in LCA a un acquirente, individuato in Intesa Sanpaolo. Dunque, la procedura concorsuale in esame non fu un mero processo di chiusura, ma un’operazione complessa con accordi di cessione ben definiti.
Il contratto di cessione e il “contenzioso escluso”: il ruolo chiave della Corte di Cassazione
Il contratto di cessione, stipulato il 26 giugno 2017, non implicò un trasferimento indiscriminato di tutte le obbligazioni. Fu un accordo meticoloso che stabilì con precisione cosa Intesa Sanpaolo avrebbe acquisito e cosa sarebbe rimasto sotto la gestione delle liquidazioni coatte di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. L’intesa raggiunta definì il cosiddetto “contenzioso escluso”, ovvero l’insieme di liti e passività che non furono trasferite.
Questa distinzione generò numerose incertezze tra risparmiatori e correntisti: le cause legali avviate contro le ex banche venete sarebbero state automaticamente ereditate da Intesa Sanpaolo? La semplice pendenza di una controversia avrebbe trasferito la responsabilità al nuovo soggetto? La Corte di Cassazione, con la sua autorevolezza, è intervenuta per chiarire queste domande cruciali.
L’Importante chiarimento della Corte di Cassazione: le liti sui rapporti estinti non transitano in Intesa Sanpaolo
La Corte di Cassazione, con la già citata ordinanza n. 15670/2025 (e le precedenti 17834/2023 e 2785/2025), ha posto un punto fermo sulla questione, stabilendo in quali casi Intesa Sanpaolo non è subentrata nelle responsabilità delle liti. Il principio di diritto è chiaro e fondamentale:
«In tema di controversie intraprese da o contro Veneto Banca s.p.a. o Banca Popolare di Vicenza s.p.a., poi sottoposte a liquidazione coatta amministrativa durante i rispettivi giudizi, non si verifica il subentro di Intesa Sanpaolo s.p.a. nella posizione sostanziale e processuale delle banche suddette nelle liti pendenti alla data (26 giugno 2017) del contratto di cessione stipulato dai commissari liquidatori di quelle banche con Intesa Sanpaolo s.p.a., giusta il d.l. n. 99 del 2017 (convertito dalla l. n. 121 del 2017), ed aventi ad oggetto rapporti bancari già estinti alla data predetta, atteso che tali rapporti rientrano tra quelli di cui al cd. ‘contenzioso escluso’ previsto nel menzionato contratto».
Cosa significa in pratica per i risparmiatori: il criterio del “rapporto estinto”
Per te, come risparmiatore, questo chiarimento della Corte di Cassazione è vitale: se la tua controversia con Veneto Banca (o Banca Popolare di Vicenza) era relativa a un rapporto bancario (es. un conto corrente o un finanziamento) che era stato già chiuso e quindi estinto prima del 26 giugno 2017 (data della cessione), Intesa Sanpaolo non è subentrata in quella specifica controversia.
La logica dietro questa decisione è robusta: l’ambito della cessione, pur essendo dettato da un decreto-legge per una situazione eccezionale, è stato poi definito in dettaglio dal contratto stesso. Questo contratto prevedeva che Intesa Sanpaolo acquisisse rami d’azienda con rapporti “inerenti e funzionali all’esercizio dell’impresa bancaria” che intendeva proseguire. Un rapporto già estinto, per definizione, non può essere considerato funzionale all’attività che il cessionario si proponeva di continuare. Questo aspetto è cruciale nel comprendere gli effetti del contratto di cessione intercorso tra le parti.
Pertanto, le liti su rapporti già estinti rientrano nel “contenzioso escluso”, e le relative responsabilità rimangono in capo alle ex banche venete.
La non rilevanza dei rimborsi statali
Un altro aspetto importante toccato dalla Cassazione riguarda l’argomento, talvolta sollevato, che Intesa Sanpaolo abbia ricevuto somme dallo Stato in relazione a questa operazione. La Suprema Corte ha liquidato questa considerazione come “chiaramente suggestiva, destinata a cadere”, ribadendo che l’ambito della cessione deve essere desunto esclusivamente dal contratto, secondo le regole di interpretazione contrattuale del codice civile (artt. 1362 e ss. c.c.). I rimborsi statali non modificano l’interpretazione del perimetro contrattuale della cessione.
La certezza giuridica nel post liquidazione coatta amministrativa
La pronuncia della Cassazione porta chiarezza in un quadro normativo e contrattuale complesso, offrendo un punto fermo ai risparmiatori che hanno vissuto o stanno vivendo le conseguenze del “fallimento” di Veneto Banca e diBanca Popolare di Vicenza.
I punti chiave da tenere a mente sono:
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La procedura concorsuale delle banche venete ha portato a una cessione mirata, non totale.
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Intesa Sanpaolo non è subentrata nelle liti relative a rapporti bancari già estinti prima del 26 giugno 2017.
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La delimitazione delle responsabilità e del subentro nel contenzioso è definita principalmente dal contratto di cessione, interpretato secondo le norme di legge.
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Per un approfondimento sulla procedura di liquidazione coatta, puoi consultare le risorse ufficiali della Banca d’Italia.
Questa decisione rafforza la necessità di una valutazione attenta e personalizzata di ogni situazione. Se sei un ex cliente di Veneto Banca o Banca Popolare di Vicenza e hai dubbi specifici sulla tua posizione o su contenziosi pregressi, è sempre consigliabile rivolgerti a un professionista legale esperto. Solo così potrai ottenere un’analisi approfondita e capire le migliori strategie per proteggere i tuoi interessi di fronte alle implicazioni che lo stato di difficoltà di un intermediario finanziario comporta.
L’ordinanza nr.15670/2025 della Corte di Cassazione e le ultime notizie del TGR Veneto